Mappare le aziende virtuose dell’Appennino creando un Bio-distretto è doveroso nei confronti degli attori coinvolti e del territorio appenninico affinché lo stesso possa crescere sotto vari profili in linea con altri territori di altri paesi europei. Sono approdata 30 anni fa in Appennino nell’attuale Valsamoggia per l’amore grande che ho sempre nutrito verso la natura e gli ambienti rurali. Ho iniziato a fare agricoltura biologica fin da subito tra gli sguardi e i giudizi della gente del posto non sempre positivi. Non mi sono mai lasciata scoraggiare…oggi come presidente dell’associazione Geart posso dire con orgoglio che la tenacia il coraggio e il lavoro ripagano sempre anche se non in termini economici come nel caso della nostra realtà. Da noi arriva gente da tutto il mondo per visitare il giardino didattico con oltre 400 piante di vario genere, siamo custodi di semi e rappresentiamo la biodiversità a tutto tondo per il territorio. Prestando attenzione, incentivando, e conoscendo le realtà dal vivo si possono scoprire tante opportunità e sevizi fruibili a chi vuole conoscere, imparare o solo curiosare camminando tra le valli e i crinali appenninici alla ricerca di autenticità e cultura.. Snellire la burocrazia, riprendere le valutazioni meritocratiche, conoscere dal vivo le realtà e promuoverle per la loro crescita sono le azioni reali che possono incentivare giovani e meno giovani come me a continuare ad investire per un Appennino sano.
Danusia Morrone

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