Distretto Biologico dell'Appennino bolognese

Prima Fase: studio di fattibilità

Evoluzione del progetto

  • Cittadini e imprese del territorio

    Presentati progetto e primi dati della ricerca ai cittadini e alle imprese locali del territorio
  • DICEMBRE 2019
  • Enti locali del territorio

    Presentati progetto e primi dati della ricerca territoriale agli Enti locali del territorio
  • OTTOBRE 2019
  • Riunione Gruppo Guida

    Disponibili i primi dati della ricerca territoriale
  • SETTEMBRE 2019
  • Festa della bat'dura

    Presentazione del progetto durante la festa della bat’dura a Loiano
  • LUGLIO 2019
  • Conferenza della Montagna

    Presentazione del progetto

  • RIunione per l'area Castel Del Rio

    Presentazione e confronto sul progetto
  • Convegni con CIA

    Convegni sul progetto per le aree dell’imolese e di Vergato
  • APRILE 2019
  • Dati Bio RER

    Riunione con RER per passaggio dati sul Biologico
  • Gruppo Guida

    Costituito il gruppo guida
  • FEBBRAIO 2019
  • Metodologia ricerca

    Identificazione e definizione della metodologia di ricerca
  • Concessione contributo regionale

    23/01/19 Concessione del contributo richiesto alla Regione Emilia Romagna per la realizzazione del progetto.
  • Convegno di presentazione

    Presso il palazzo della Regione, viene presentato ufficialmente il progetto di fattibilità
  • Affidamento servizi

    Le attività previste nel progetto vengono affidate ad Eco&Eco e a FederBio
  • GENNAIO 2019

Struttura del Progetto

La creazione di un Distretto Biologico richiede l’attivazione di percorsi partecipativi con numerosi presupposti: approfondita conoscenza del tessuto socio-economico; intreccio di rapporti personali fiduciari; condivisione della filosofia; presa di coscienza da parte dei soggetti locali; coinvolgimento degli Enti Pubblici; costituzione di una base sociale trainante; identificazione degli obiettivi operativi; fattibilità economica; creazione di un rete solidale; integrazione e collaborazione intra e intersettoriale.

Il progetto prevede due fasi, nella quale il GAL Appennino Bolognese svolge un ruolo di facilitatore e di supporto: 1 - Studio di fattibilità
2 - Sviluppo del percorso partecipativo

FASE 1:
Studio di fattibilità

A. Indagine territoriale

- Mappare le produzioni e le aziende di trasformazione biologiche: quantità esistenti e potenziali. Infrastrutture di trasformazione e analisi fabbisogni

- Mappare i consumi di prodotti bio: agriturismi, alberghi, ristoranti, mense

- Analisi degli aspetti distributivi delle produzioni e proposte logistiche

- Verificare la propensione al consumo nelle mense

- Quali prodotti possono essere bio (ad es. settore vitivinicolo, castagne)

- Analisi nelle amministrazioni comunali relative a: sostenibilità, gestione del territorio, mense scolastiche

- Identificazione di tre aree pilota omogenee

- Valorizzazione delle valenze ambientali, turistiche e produttive non agricole, quali elementi di fortificazione per la creazione di un Biodistretto

B. Diffusione, coinvolgimento, sensibilizzazione e divulgazione

- Interviste con i produttori e trasformatori per valutare l’interesse al progetto considerando anche la certificazione biologica collettiva

- Interviste agli amministratori locali per verificare il loro interesse e stimolarne l’adesione, individuando così le amministrazioni più propense

- Incontri pubblici a livello locale: animazione e sensibilizzazione

- Strumenti ICT finalizzati alla creazione della rete e come strumento operativo a disposizione per la promozione e sviluppo del processo

- Attività promozionali e di marketing territoriale per dare ampia diffusione e per il coinvolgimento degli attori locali

- Produzioni di materiali divulgativi: grafica e contenuti per una facile identificazione anche di immagine del progetto

FASE 2:
Sviluppo del percorso partecipativo

- Definizione territoriale del Biodistretto - Predisposizione delle bozze protocolli - Accompagnamento ad aziende e comuni - Animazione, coinvolgimento, sensibilizzazione
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